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Il 6 Dicembre è il giorno in cui in Spagna si ricorda il referendum popolare che ratificò la nuova costituzione democratica.

Il progetto costituzionale fu approvato dal Congresso e dal Senato il 31 Ottobre del 1978. Esso consta di 169 articoli che definiscono i diritti fondamentali e le libertà pubbliche, il modello socioeconomico, il modello di Stato e l’ organizzazione territoriale nel rispetto delle varie entità nazionali e regionali presenti in Spagna. Dopo essere stato approvato tramite il referendum con l’ 87,8% dei consensi, mancava solo il formale nullaosta del re, che arrivò il 27 Dicembre.

Il 29 Dicembre 1978 il Boletín Oficial del Estado pubblicò la Carta Magna e la costituzione entrò ufficialmente in vigore. Da allora è stata modificata solo nel 1992 per permettere alla Spagna di entrare nell’ UE.

L’ approvazione della costituzione fu un evento di grande importanza per la democrazia spagnola, macchiata soltanto dalla mancata partecipazione dei nazionalisti baschi e dalla scarsa affluenza alle urne (59%).

Da quell’ anno ogni 6 Dicembre in Spagna è il Dìa de la Constituciòn, e tra due giorni la Carta Magna compie 29 anni.

Auguri!

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Dopo tre mesi di studio in Spagna, posso elencare quali sono le differenze principali tra università italiana e università spagnola. O perlomeno tra studiare Scienze della Comunicazione a Bologna e farlo a Santiago.

  1. Molta più pratica. Difficilmente avrete più di 200 pagine da studiare per una sola materia, ma dovrete organizzarvi per portare a termine esercizi, esercitazioni e progetti.
  2. Minore flessibilità. Scordatevi le nottate di studio per recuperare, è richiesta partecipazione continua e “las tareas“ (i compiti per casa) hanno scadenze imprescindibili.
  3. Meno formalità. Nel rapporto con i docenti si intende.

La differenza fondamentale sta quindi nella propensione a dare competenze di tipo pratico, mentre quelle che si ricevono a Bologna sono competenze critico-teoriche(correggetemi se sbaglio).

Il vantaggio immediato è, che appena laureati a Santiago, troverete lavoro facilmente, avendo già maturato una certa esperienza, potendo magari vantare qualche collaborazione più o meno prestigiosa nel curriculum e proponendovi sul mercato con una formazione professionale specifica.

Bisogna però ricordare che manca la capacità critica. Si impara a usare i mezzi, ma mancano gli input per produrre contenuti originali e di qualità. Guardando, pur distrattamente, la televisione spagnola quello che risalta maggiormente è proprio la carenza di programmi di qualità.

Per concludere la domanda più ovvia. Cosa è meglio: avere una completa padronanza dei mezzi riproponendo però contenuti sterili o avere le basi per produrre contenuti di qualità ma senza disporre  delle competenze pratiche per realizzarli? Oppure non siete d’ accordo con questa visione?

Le televisioni spagnole oggi non fanno altro che riproporrre continuamente le immagini dell’ incidente diplomatico che ha avuto come protagonisti il re Juan Carlos e il presidente venezuelano Hugo Chavez, durante il vertice di stato tra la Spagna e i paesi latino-americani.

Mentre Zapatero difendeva Aznar dalle accuse di fascismo rivoltegli dallo stesso Chavez il giorno prima, quest ultimo ha iniziato a gridare frasi come: “un serpente è più umano di un fascista“. Questo ha fatto perdere le staffe al re che ha zittito Chavez dicendogli: “Porque no te callas?”, che tradotto risulterebbe: “Perchè non taci?”.

Poco dopo Juan Carlos è addirittura uscito dalla sala dove si teneva il convegno.

Il gesto del re viene valutato dai media spagnoli come positivo, una giusta reazione contro la mancanza di rispetto del presidente venezuelano, per quanto eclatante. “Porque no te callas?” è infatti diventato un tormentone, una frase che resterà nella memoria collettiva spagnola.

Ecco il video dell’ espisodio.

Botellòn viene definita l’ usanza, tutta spagnola, di incontrarsi in luoghi prefissati della città (parchi o grandi piazze) per ubriacarsi in compagnia…
Detto così non sembra niente di nuovo, però provate a immaginarvi 1500 ragazzi, dai 17 ai 23 anni, che ogni fine settimana si riuniscono in una piazza, armati di superalcolici e bibite, si ubriacano e poi “invadono” la città.

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In Spagna sta diventando un problema sociale. Quotidianamente nei giornali locali compaiono articoli a riguardo. Importanti studiosi e intellettuali si interessano della questione. Le amministrazioni locali tentano, inutilmente, di applicare restrizioni per arginare il problema. E i giovani si difendono.

Lopez Rey, studioso interessato al fenomeno, indica nell’ economicità il motore fondamentale del botellòn. Bere per la strada, avendo comprato le bibite al supermercato, è molto più conveniente che farlo in un locale. Inoltre è molto più facile socializzare in questo particolare ambiente. Quindi fa notare che i ragazzi difficilmente rinunceranno a tutto questo e trattandosi di giovani proibire non è certo la scelta azzeccata. Propone infatti di regolare il fenomeno, dopo averlo studiato approfonditamente, come è accaduto ad Extremadura.

Nessuno, in ogni caso, riesce a dare una reale spiegazione del fenomeno e tantomeno a fornire una soluzione concreta, ciò è dovuto in parte al disinteresse dei genitori e all’ eccessiva tolleranza nei confronti dell’ alcol: solo all’ 8,3% dei partecipanti i genitori impongono una punizione per essere tornati a casa sbronzi, il restante 91,7% passa invece una tranquilla resaca (volgarmente in italiano: il giorno post-sbronza).

El orfanato, il film scelto per rappresentare la Spagna agli Oscar, sta riscuotendo un grandissimo, in parte atteso,  successo al botteghino.

Nei primi quattro giorni dalla sua uscita in Spagna l’ 11 Ottobre, ha fatto registrare ben 1 milione di spettatori, per un incasso complessivo di circa 6 milioni di euro.
Cifre da record che fanno della pellicola di Bayona il film spagnolo più visto dell’ anno e il secondo film della storia del cinema spagnolo per miglior incasso nei primi giorni dall’ uscita.

Un blog spagnolo indica come fattori del successo l’ intensa campagna pubblicitaria di Telecinco, l’ aver alle spalle Guillermo del Toro, poter contare su un’ attrice popolare come Belèn Rueda e soprattutto l’ essere un horror ossia un genere che gode  di buona salute in terra spagnola.

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Per la sua uscita in Italia bisognerà aspettare fino al 2008.

Il popolare gruppo rock italiano dei Negrita, celebre per canzoni come Sex, inizia domani il suo tour in Spagna al fianco degli argentini Bersuit Vergarabat, partendo dalla città di Granada.
Il tour passerà per molte delle principali città spagnole e arriverà a Santiago di Compostela il 27 Ottobre, dove la band si esibirà al Capitol.
Anche gli spagnoli attendono con ansia il concerto degli italiani.

Riporto qua sotto tutte le date spagnole:
16\10 Granada
17\10 Valencia
19\10 Palma di mallorca
20\10 Menorca
22-23\10 Barcelona
25\10 Bilbao
27\10 Santiago
29-30\10 Madrid
2\11 Stc. cruz de tenerife

Da segnalare anche l’ esibizione della Banda Bassotti il 20 a Madrid e il 31 a Piera, presso Barcellona.

Per maggiori informazioni potete sempre visitare questo sito.

Negli ultimi giorni nella facciata della mia facoltà sono apparse scritte come:
“Il 12 ottobre non c’è niente da festeggiare!”
“Per noi nessuna festa il 12 ottobre!”
Chiaramente le scritte originali sono in galiziano, ma le ho tradotte per comodità vostra:)

Preso dalla curiosità ho chiesto e cercato sul web cosa non si dovesse festeggiare il 12 Ottobre. Così ho scoperto che domani, in Spagna e in tutti i paesi di lingua e cultura spagnola, si celebra la Fiesta de la Hispanidad, per due motivi fondamentali: 

  • si commemora la Madonna del pilar, patrona della Spagna
  • è il giorno della scoperta dell’ America(Columbus Day negli USA)
  • Chiaramente qui in Galizia, ma anche, penso, nelle altre comunità autonome come quella catalana, basca o valenciana, una festa che evoca l’ identità spagnola non può godere dell’ entusiasmo popolare. Ogni comunità ha una sua lingua, una sua cultura, un suo stile di vita e quindi un’ identità da proteggere.

    Per fare un esempio, al corso di Publicidade e Relaciòn Publicas, abbiamo osservato come sia stata vincente la scelta, di una catena di supermercati galiziana, di indicare nello stile di vita gallego (galiziano) l’ identità stessa dell’ azienda.

    Qua sotto il video dello spot: è in galiziano, se non doveste capirlo fatelo presente e pubblicherò la traduzione. In ogni caso è molto divertente :)

    In Spagna sono ancora fortemente radicate le tradizioni religiose. Da qui il proliferare di feste paesane dedicate, per esempio, alla madonna, alla settimana santa o al patrono locale.

    La festa di san Froilàn a Lugo rientra tra queste ultime.

    Lugo è una città galiziana molto antica, essendo stata fondata dai Romani nel 15 a.C. Proprio al dominio romano deve il suo monumento più celebre, las murallas romanas che, caso unico al mondo, sono ancora completamente integre e circondano ancora oggi tutto il centro storico. Nel 2000 l’ UNESCO le ha infatti inserite nella lista dei Patrimoni dell’ Umanità.

    Dal 4 al 12 Ottobre la città festeggia il suo patrono, per l’ appunto San Froilàn. Il giorno del santo è ufficialmente il 5, ma le celebrazioni vanno avanti per una settimana. Sicuramente una delle feste più conosciute e popolari della Galizia, la festa di san Froilan può fregiarsi anche del titolo di Fiesta de Interés Turístico Nacional, concessole lo scorso anno dal Ministerio de Industria y Turismo. Difatti in questo periodo Lugo richiama persone non solo dalla Galizia, ma da gran parte della Spagna e gli abitanti di questa piccola città turistica giurano che arrivano visitatori da tutto il mondo.

    Il programma della settimana è chiaramente molto ricco e interessante. Si susseguono festival folkloristici, sfilate, tanti concerti, fuochi d’ artificio (immancabili in qualsiasi fiesta spagnola) e degustazioni gratuite. E anche a Lugo, come nel resto della Galizia, il pezzo forte è il pulpo a la fèira.

    Perciò io domani mi recherò a Lugo e se siete nei paraggi aproffittatene. Oppure cominciate a pensarci per l’ anno prossimo…

    Secondo quanto riportato da Galicia Liberal e altri quotidiani spagnoli, la cocaina ha sostituito altre droghe (eroina e cannabis su tutte), diventando così la droga più assunta in Spagna.

    Il dato più preoccupante per gli spagnoli, ma impressionante per chiunque, è che più del 20% dei consumatori di cocaina europei vive in Spagna.

    Ora staremo a vedere che misure di repressione e prevenzione intraprenderà il governo.

    La Spagna, si sa, è il paese della movida. Anche se letteralmente significa mossa, sta ad indicare il divertimento notturno, che qua è davvero lungo. E Santiago non fa eccezione.

    Tutti gli orari sono spostati rispetto all’ Italia di un paio d’ ore e quindi non si cena prima delle dieci, dieci e mezza. Di conseguenza si esce por la calle verso l’ una, l’ una e mezza. E si  trova sempre un ambiente molto animato, specie il fine settimana.

    Dopo aver gironzolato per i bar ci si sposta verso le discoteche e pensate che alle sei della mattina le persone sono ancora in fila aspettando di cominciare la serata!

    Per chi non ama la discoteca, non mancano di certo i concerti, rock ad esempio. Dove vi renderete conto che il divertimento qua non è un’ esclusiva dei giovani, ma se lo permettono anche le abuelas(=nonne). Non ci credete? Guardate questo video :)

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