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Dopo tre mesi di studio in Spagna, posso elencare quali sono le differenze principali tra università italiana e università spagnola. O perlomeno tra studiare Scienze della Comunicazione a Bologna e farlo a Santiago.

  1. Molta più pratica. Difficilmente avrete più di 200 pagine da studiare per una sola materia, ma dovrete organizzarvi per portare a termine esercizi, esercitazioni e progetti.
  2. Minore flessibilità. Scordatevi le nottate di studio per recuperare, è richiesta partecipazione continua e “las tareas“ (i compiti per casa) hanno scadenze imprescindibili.
  3. Meno formalità. Nel rapporto con i docenti si intende.

La differenza fondamentale sta quindi nella propensione a dare competenze di tipo pratico, mentre quelle che si ricevono a Bologna sono competenze critico-teoriche(correggetemi se sbaglio).

Il vantaggio immediato è, che appena laureati a Santiago, troverete lavoro facilmente, avendo già maturato una certa esperienza, potendo magari vantare qualche collaborazione più o meno prestigiosa nel curriculum e proponendovi sul mercato con una formazione professionale specifica.

Bisogna però ricordare che manca la capacità critica. Si impara a usare i mezzi, ma mancano gli input per produrre contenuti originali e di qualità. Guardando, pur distrattamente, la televisione spagnola quello che risalta maggiormente è proprio la carenza di programmi di qualità.

Per concludere la domanda più ovvia. Cosa è meglio: avere una completa padronanza dei mezzi riproponendo però contenuti sterili o avere le basi per produrre contenuti di qualità ma senza disporre  delle competenze pratiche per realizzarli? Oppure non siete d’ accordo con questa visione?